Storia dell’informatica all’Università di Varese

Oggi ho avuto l’opportunità di frequentare il corso di Storia dell’informatica e della comunicazione digitale tenuto da un mio amico FedericoGobbo e dal Professor Marco Benini.

Una lezione pratica dove la decantazione di fatti ed eventi dai libri è stata sostituita con la comunicazione delle proprie esperienze ripercorrendo le fasi della Storia attraverso tutti quegli avvenimenti che hanno cambiato il mondo dell’informatica e non solo.

30 anni di a partire dai mainframe, dai primi calcolatori programmabili fino ad arrivare ai tempi piu vicini a noi con i mouse e le interfacce grafiche.

30 anni che così veloci che riviverli ora ci sembra pura pazzia.

Nelle foto si vede una pc che ora sembra una macchina vecchia da buttare in qualche cassonetto, vecchi lettori di floppy pesanti anche parecchi kili e giochi che allietavano le giornate dei bambini (tra i quali il nostro Federico) ben lontani dalle console odierne e comunque grandi macchine di tutto rispetto.

Oggi non facciamo caso a quello che abbiamo e a tutto quello che è venuto prima. Accettiamo semplicemente la realtà fatta di tecnologie sempre piu avanzate non piu ricordando le idee  e il lavoro di persone che ci ha permesso di avere delle macchine enormemente potenti a un prezzo accessibile a tutti.

Idee ormai perse nel tempo.

E’ giusto guardare al futuro e bisogna anche guardare al passato per capire cosa passava per la mente a quei “PAZZI”.

Noi informatici non consideriamo con il dovuto rispetto quanto abbiamo dentro i nostri apparecchi elettronici e quanti avvenimenti li hanno visti in primo piano.

Pensiamo solo al fatto che il menu File sia il primo a sinistra e il menu Aiuto sia l’ultimo a destra.

Per noi sono cose scontate ormai assorbite, la realtà è che qualcuno, tanti tanti anni fa, si è messo a scrivere queste convenzioni e studiarle per renderci piu facile l’apprendimento.

L’Università purtroppo non da grande applicazione di questo tipo di insegnamento così “pratico” (toccando con mano la storia), così “umano” (raccontando storie di vita vissuta) e ci si butta su una semplice decantazione di libri stampati da qualcuno un giorno. Limitandoci così nella conoscenza che va a mano a mano scomparire nel tempo dopo l’attesa registrazione del voto.

E’ importante imparare la storia e credo che capirla è ancora piu importante ed è quello che ho fatto oggi. Ho capito!

Ho capito che qualche pazzo prima di me mi ha permesso ora di avere a disposizione dei grandi manufatti la cui utilità ora mi è incalcolabile.

Ho capito che non bisogna dare per scontato le cose ed  interessante capire come  chi  prima di me ha risolto i problemi  poichè  questa conoscenza potrebbe essermi utile con i problemi odierni.

Ora parliamo con i calcolatori dicendogli “fai questo” “fai quello ” e non dobbiamo implementare le minime operazioni aritmetiche per fare 1 moltiplicazione oppure qualche complicato sistema per fare muovere dei quadrati sullo schermo.

Alcuni colleghi usciti dall’università  di informatica non hanno ancora capito come funziona un computer e non sanno metterci mano forse per mancanza di passione oppure per metodo di istruzione non per loro stimolante. Devo dire che la modalità in cui si è svolta la lezione credo dovrebbe essere d’esempio per tutti gli altri corsi.

Da quanto detto sembra che ho il dente avvelenato con l’università. Non è così! O almeno 🙂 un pochino .. la realtà è che ho sempre inteso l’istruzione come uno scambio di esperienze e di conoscenze piuttosto che uno studio per l’esame e forse questo mio disaccordo accademico mi ha fatto dilazionare i tempi di studio.

Mi fa piacere che ci siano persone come Federico, Marco, Matteo, Vieri etc. (persone con cui ho avuto piu a che fare) e altri (senza togliere i relativi meriti) che fanno della loro esperienza e passione metodo di insegnamento.

E’ passata 1 ora nella mia testa e 2 ore e mezza sull’orologio e quello che mi rimane da fare è un grande complimento per la lezione di Oggi che è stata terminata da Federico con una frase che riassume un pò  tutto (spero di non sbagliarla e in caso attendo correzioni).

“La storia dell’informatica è stata caratterizzata da salti (“Primo Pc” “Apple Mac” Windows” ..) improvvisi e inaspettati che hanno cambiato tutto. Nulla ci impedisce di provocare il prossimo”.

 

 

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2 commenti

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2 risposte a “Storia dell’informatica all’Università di Varese

  1. “La storia dell’informatica è stata caratterizzata da salti improvvisi e inaspettati che hanno cambiato tutto. Nulla ci impedisce di provocare il prossimo”.

    Grande Andrea!!

  2. Pingback: Lezione di storia dell’informatica: Retrocomputing Excursus « Federico Gobbo

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