Ingegneria del software e XP

Rieccomi di nuovo a scrivere sul mio blog. Devo dire che tenere aggiornato un blog è un lavoro più impegnatativo di quanto si possa pensare. Poco tempo fa è iniziato il corso di Ingegneria del software. Gli effetti dell’Essap si fanno sentire. Ormai mi sono abituato a un modo di ragionare totalmente diverso da quella tradizionale e mi riesce difficile ritornare sui vecchi binari per seguire bene le lezioni.

Ho notato che rispetto a Xp l’utilizzo di metodologie tradizionali provoca tanto mal di testa e parecchi sbadigli. Però nonostante queste controindicazioni continuo a seguire le lezioni perchè posso lo stesso imparare molte cose.

Non sono come quelle persone abituate a ragionare a Diagrammi uml effettuando una accurata progettazione prima che quando sentono parlare di metodologie agili le schifano anzi secondo me possono imparare molto inoltrandosi nel mondo agile.

Alla lavagna vengono disegnati diagrammi senza fine che diventano sempre più grandi lasciando spesso delle mancanze che portano a tornare indietro cambiare e modificare tutto.

Sto frequentando questo corso perchè sono curioso di vedere come può essere trattato in un modo non agile un progetto di notevoli dimensioni che subisce spesso modifiche.

Per me il cervello umano ha dei limiti. Può concentrarsi solo su piccole aree quando le aree in considerazione diventano notevolemente grandi allora il cervello inizia ad arrancare e tende sempre a concentrarsi su piccole zone invece che sul totale.

Ora mi è veramente difficile non ragionare senza i test. Mi domando, dato che ho fatto progetti ma di dimensioni ridotte, come può fare un non agilista a costruire un programma di notevoli dimensioni, mettendo d’accordo tutto il team, puntando alla soddisfazione del cliente che continuamente gli chiede di modificare certe aree e grantire un software di qualità. A me viene il mal di testa solo a pensarci.

Mi diverto un sacco quando vedo passare da ROSSO ==> VERDE un non agilista come fa ? modifica e poi deve capire cosanon va provando e riprovando.

Poi non riesco a trovare i vantaggi di una sequenza del tipo

Analisi dei Requisiti ==> Implementazione ==> Documentazione e Test

1passo ==> secondo me si ottiene un software statico

3passo ==> non capisco come sia possibile fare i test dopo. Io una volta finito di implementare non credo di ricordarmi la funzione che ho fatto per prima di tutti che dovevo testare.

Come fanno a fare i test dopo ????????????

Come fanno a rendere il cliente contento e soddisfatto dopo che costui chiede una modifica rilevante del sistema?

Come fanno a garantire la qualità del prodotto ?

Il programmatore lavora bene o è stressato e scontento? (mi viene mal di testa per loro)

Spero che questo corso dia le risposte alle mie domande. Credo che dopo aver dato una risposta sarò sicuro di aver preso la strada giusta.

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1 Commento

Archiviato in ingegneria SW, xp

Una risposta a “Ingegneria del software e XP

  1. Anche io non capisco come si possa fare senza il test automatico. Bisogna ricordare però che le metodologie agili raccolgono le pratiche più utili in uso da anni: di fatto anche un prodotto frutto di metodologie standard (UP,RUP,waterfall,etc) viene sottoposto ai test automatici, tuttavia con una prospettia differente.

    Personalmente comunque preferisco costruire i test di pari passo del codice, anche se non seguo strettamente la filosofia TDD: a volte implemento qualcosa di più dello stretto necessario per far passare il test, ma solo per evitare eccessivi refactoring.

    — M

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